sabato, 01 dicembre 2007 - 07:14
L’apocalisse di Giovanni è il libro che chiude il Nuovo Testamento.Ed e’ il libro più discusso,e di più difficile interpretazione tra quelli che compongono il testo sacro per antonomasia,la Bibbia.Per la stragrande maggioranza degli esegeti,l’Apocalisse è stata scritta dall’apostolo Giovanni,autore dell’omonimo Vangelo e delle tre lettere.Alcuni invece la ritengono opera di Giovanni il presbitero.
Mi attengo all’attribuzione all’apostolo,che viene datata,quasi unanimemente,in un periodo compreso tra il 70 Dc e il 95 Dc, ovvero in un periodo tra la distruzione del tempio di Gerusalemme e la dominazione romana di Domiziano.La scrittura è di tipo apocalittico,ovvero rivelatrice (dal greco apocalypsis),ed è densa di scritti di dubbia interpretazione,di elementi simbolici oscuri tipici degli scritti profetici.Con quanto detto appare difficile anche collocare l’Apocalisse come ragione d’essere,ovvero se fu scritta per rincuorare i fedeli di fronte alle persecuzioni romane o per fornire un vaticinio a memoria futura sul secondo avvento di Gesù Cristo.Comunque sia,appare chiaro il tentativo dell’autore di convincere i suoi lettori a perseverare nella fede,di rincuorare i dubbiosi e di rassicurare il popolo cattolico sulla protezione celeste,in attesa che i tempi siano maturi per il nuovo avvento.Nuovo avvento che assicurerà ai retti e agli onesti il paradiso,e che vedrà il trionfo del bene sulla bestia,su Satana e sulle sue legioni,sull’Anticristo,individuato dal numero escatologico 666,su Babilonia meretrice.Se Satana e la bestia sono figure facilmente individuabili,conoscendo il dualismo cristiano e biblico della lotta tra bene e male,di ben più difficile comprensione è il riferimento a BabiloniaE’ forse Roma,città ancora pagana e idolatra?
O è una visione prospettica del futuro?Per secoli esegeti e no si sono interrogati su questo,ma non solo.L’Apocalisse contiene numerosi riferimenti arcani.La figura di Cristo,ad una attenta lettura,sembra più che proiettata sul suo futuro avvento,sulla reale portata della sua prima venuta,sul profondo significato umano e religioso del suo messaggio.L’Apocalisse si apre con una serie di lettere inviate alle varie chiese disseminate nel mondo;subito dopo introduce il simbolo dell’agnello,elemento sacrificale associato al Cristo,che apre i sette sigilli del libro ,mentre sulla terra accadono fatti straordinari e miracolosi.
Prosegue descrivendo le sette trombe che permettono la visione di Satana,raffigurato come un dragone,nell’atto di assalire una donna (la chiesa);il male si riversa sulla terra,proprio mentre sette angeli,armati di sette flagelli e sette coppe,versano il loro contenuto su tutto,mentre si avvia il giudizio finale.Nel frattempo un falso profeta,con opere miracolose,tenta di deviare l’uomo dalla retta via;ma la potenza di Dio lo distrugge,e per mille anni l’uomo risorge dalla morte e assiste al regno di Gesù.
Satana cerca una rivincita,ma viene definitivamente sconfitto da Dio,che scende dal cielo come Gerusalemme,come una sposa adorna per lo sposo.Il fortissimo simbolismo racchiuso nelle pagine dell’Apocalisse,con draghi e bestie,Anticristo e sigilli,flagelli e trombe ha avuto interpretazioni di ogni genere.
Ha scatenato discussioni a non finire in vari ambiti.Sono nate congregazioni religiose,meglio definite come sette,tipo i Millenaristi,o i testimoni di Geova, intente da secoli a fare le pulci principalmente a questo libro. E sono nati,parallelamente,migliaia di studiosi di esoterismo,attratti dai messaggi,per la verità molto oscuri,nascosti nell’Apocalisse.La figura della bestia,contrassegnata dal 666,identificata con l’anticristo,è stata associata nel corso dei secoli alle persone più svariate.
Non sono sfuggiti per esempio Federico II,Napoleone o Hitler (quest’ultimo è quanto di più simile sia possibile associare);Babilonia è stata identificata dapprima come Roma,poi come Parigi all’epoca della comune o della rivoluzione francese,per passare poi a Mosca,nell’epoca del comunismo.L’Apocalisse è stata tirata per i capelli,adattata anche dalla chiesa ad esigenze geopolitiche;non dimentichiamo l’associazione 1000 e non più mille,profetizzata prima del fatidico 31 dicembre 999,quando i catastrofisti propagandarono la fine dei tempi e il Giudizio universale.
La figura di Giovanni,e in sub ordine della sua Apocalisse,ha di fatto influenzato una pletora di profeti che si sono avvicendati nel corso dei secoli;tutti ispirati dal suo messaggio,che ha finito per essere associato non più ad una rivelazione,ma ad una catastrofe.Il gergo Apocalisse è diventato sinonimo di distruzione,di ecatombe;i vari profeti,Nostradamus,Malachia,La monaca di Dresda ecc,hanno predetto un futuro di catastrofi e malattie,pestilenze e terremoti,mutuando in maniera sibillina i loro versi proprio dall’Apocalisse di Giovanni.
La figura dell’anticristo è quella che più ha scatenato ipotesi e identificazioni,come dicevo prima.Nella Bibbia dell’antico testamento era già presente,quando Ezechiele,nel suo libro,lo identifica con l re Gog.
Ed è divenuto,con il passare dei secoli,l’oscuro nemico con cui la chiesa cristiana deve confrontarsi;le altre chiese di ispirazione cristiana,come quella della riforma luterana,hanno addirittura identificato l’anticristo nel papa,e Babilonia nella Roma papale.Tirato per le maniche,Giovanni,con la sua Apocalisse,ha dato la stura a fantasie e storie fuori luogo.Il valore dell’Apocalisse va ricercato piu’ che nel messaggio profetico,nel suo tentativo di rincuorare i primi cristiani,oppressi a tutte le latitudini da governi e re spaventati dalla potenza dirompente delle parole di Gesù.