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Alla morte della terza moglie,Jane Seymour,rimase per due anni in stretto lutto.
Quando ne ebbe abbastanza,sguinzagliò i suoi ambasciatori per l’Europa,alla ricerca della sua nuova compagna.
Incaricò i suoi diplomatici di farsi dare,dalle pretendenti,un ritratto miniato dal quale fosse possibile ricavare le fattezze del viso.
La sua attenzione venne catturata dalla giovane Anna di Cleves,che viveva in Westfalia,uno dei granducati tedeschi.
La ragazza era figlia di Giovanni III,il duca che era riuscito ad unificare quasi tutte le signorie tedesche e di Anna di Julich.
Non era molto bella,parlava solo tedesco,era timidissima e secondo i costumi tedeschi dell’epoca,non aveva imparato praticamente nulla,se non l’arte del ricamo.
Poiché viveva in un land molto isolato,non sapeva nemmeno cantare,suonare uno strumento e non aveva la più pallida idea di cosa fosse un ballo di corte.
Tuttavia accettò quell’avventura,non di certo per convinzione,ma semplicemente per obbedienza verso i desideri del padre.
Fu così che a capodanno del 1540,Anna arrivò a Rochester,in Inghilterra,per incontare il suo futuro marito.
Del quale ignorava praticamente tutto:la vita libertina,le vicissitudini matrimoniali,e soprattutto ignorava qualsiasi raffinatezza di corte.
Il primo incontro con il re fu tragicomico:Anna era indaffarata a guardare lo spettacolo in cortile dalla stanza del vescovo di Rochester;quando entrò il futuro marito lo guardò di sfuggita e riprese a seguire lo spettacolo,ignara di essere alla presenza di Enrico VIII.
Dal canto suo Enrico,appena vide Anna,restò così profondamente deluso che il re meditò sulla necessità di contrarre matrimonio con quella donna scialba e senza attrattive.
Nonostante tutto il matrimonio venne celebrato qualche giorno dopo.
Enrico non nascose da subito l’indifferenza per la ragazza,tanto che non consumò nemmeno il matrimonio.
Sei mesi più tardi propose ad Anna il divorzio,proprio in virtù della mancanza di rapporti sessuali con la regina.
Anna di Cleves,che a sua volta non amava ne il re,ne la corte frivola inglese,e soprattutto sapeva i trascorsi matrimoniali del coniuge,accettò di buon grado,in modo che il 13 luglio il matrimonio venne sciolto.
Il re,grato per la comprensione della donna,la nominò sorella del re,suscitando lo scherno e la derisione dlla corte.
Ma ad Anna la situazione andava benissimo.
Aveva visto gli sguardi che il marito riservava a Catherine Howard,e poiché tutto era,tranne che una stupida,si fece elegantemente da parte,accettando quello strano titolo e un rapporto di semplice amicizia con il re.
Anna si ritirò a vivere in un castello in campagna,dove visse sempre circondata da affetto e stima da parte di coloro che la conobbero.
Non si sposò più,e rimase in ottimi rapporti con re Enrico,che ogni tanto andava a visitare.
Morì all’improvviso all’eta di 42 anni,nel 1557.