
La storia di Anna Bolena,nobildonna divenuta regina sia per scelta che per calcolo politico del padre,Lord Boleyn,è un’altra storia dai contorni tragici,un’altra storia di donne destinate a subire un destino inumano,vittime sia della ragion di stato sia della cieca ottusità di chi era deputato a viverle accanto.
Forse anche il suo destino era già scelto dal giorno in cui le fu impedito di posare l’uomo che aveva scelto,suo cugino il Conte di Ormande;i motivi non li sapremo mai,ma è probabile che non fosse estraneo alla decisione suo padre,che aveva per lei altre mire.
Anna era una ragazza dal temperamento romantico,dolce;una donna che i posteri denigrarono a bella posta,ancora una volta per motivi abietti.
Era una cristiana devota,anche se ciò non le impedì di vivere una situazione sentimentale complicata,con una relazione dalla quale nacque una figlia.
Ma era una relazione importante.
Il suo compagno era nientemeno che Enrico VIII Tudor,re d’Inghilterra,che all’epoca dei fatti era sposato con la bellissima Caterina d’Aragona,la figlia che nacque dall’unione era colei che sarebbe arrivata dopo un’aspra lotta con Maria Stuart al trono d’Inghilterra:Elisabetta I Tudor,la regina vergine.
Anna arrivò a corte come damigella d’onore di Caterina d’Aragona,donna ancora molto bella,ma sfiorita e intristita da sei gravidanze di cui una sola portata a termine,quella dalla quale nacque Maria Stuart,che i sudditi avrebbero ribattezzato,una volta divenuta regina,Maria la sanguinaria.
In breve tempo intrecciò una relazione con il focoso re,che ormai sopportava poco la regina Caterina,incapace,secondo la spietata legge dinastica,di dare all’Inghilterra e al re un erede maschio.
Enrico nel 1533 annunciò alla corte e al popolo l’intenzione di divorziare da Caterina d’Aragona,ufficialmente proprio per la mancanza di un erede maschio;notizia che mise in subbuglio sia le corti europee che il papa.
Caterina era zia di Carlo V,il quale aveva un’influenza rilevante sulle decisioni papali.
Clemente VII,all’epoca capo della cristianità,tentò di mediare e chiamò a Roma Wolsey,primo ministro in carica,affidandogli l’incarico di portare la causa davanti a un tribunale ecclesiastico inglese.
Ma la forte pressione di Carlo V decise gli eventi successivi;la chiesa inglese rifiutò la ratifica del divorzio,ed Enrico VIII ,forte dell’appoggio della maggior parte dei nobili,decise la separazione della chiesa inglese da quella romana.
Era lo scisma anglicano,con il quale Enrico VIII stabiliva,una volta per tutte,la superiorità dello stato sulla chiesa.
Anna Bolena,nel frattempo,era rimasta incinta.
Con una cerimonia segreta il re la sposò,tenendo segreta la notizia,in attesa dell’evoluzione della sua situazione matrimoniale con Caterina d’Aragona.
Che come abbiamo visto,determinò la riforma protestante in Inghilterra,quando Enrico VIII ruppe gli indugi e annunciò le sue nozze con Anna Bolena.
L’incoronazione avvenne in un’atmosfera surreale;sia il popolo che i nobili,accolsero freddamente la nuova sovrana,che, invece, portò a corte una ventata di freschezza,rompendo il rigido cerimoniale,organizzando feste e facendo da mecenate a poeti e studiosi.
L’idilio con Enrico VIII durò poco.
L’erede maschio tanto voluto dal re non arrivò,Anna ebbe tre gravidanze interrotte,di cui l’ultima fu un vero parto,con il bimbo,il tanto atteso maschio,che nacque morto.
Il volubile Enrico nel frattempo aveva intrecciato una nuova relazione,con una dama di Caterina prima e di Anna Bolena poi,Jane Seymour.
Cosa accadde nell’ultimo periodo del 1536,tre anni dopo le nozze con Anna,è ancora oggi materia di studio e presenta troppi lati oscuri per tentare un’analisi approfondita.
I fatti dicono che un delatore informò il re di un tradimento di Anna,consumato,cosa gravissima,con il fratello di Anna, George Rochford.
A questa pesantissima accusa,si aggiunsero quelle di aver avuto altre quattro relazioni extraconiugali,con Henry Norris, Francis Weston e William Brereton,tre giovani nobili della corte,e con un palafreniere,oltre che aver cospirato con loro per assassinare il re e di aver praticato la stregoneria.
Accuse infamanti,portate avanti senza uno straccio di prova,ma soltanto con la delazione e il pettegolezzo..
L’accusa più grave e turpe fu quella di aver concepito,con il fratello,il bambino nato morto.
Anna si difese disperatamente,ma capì subito che il suo destino era segnato;dei suoi ultimi giorni ci resta il resoconto del suo carceriere,al quale confidò di essere assolutamente innocente e di essere certa di essere accolta in paradiso.
Il 19 maggio 1536,Anna,vestita di nero,dignitosa e composta,salì sul patibolo preparato per lei nella Torre di Londra.
Con voce ferma disse ad alta voce di essere innocente delle colpe imputategli,si inginocchiò con grazia e pregò per il marito.
Un attimo dopo un colpo di spada le recise il collo.
Aveva 29 anni,e aveva regnato per tre.
Ventiquattrore dopo la sua morte,Enrico VIII annunciò il futuro matrimonio con Jane Seymour.
Per quanto gli storici abbiano cercato traccia di documenti che provassero almeno uno dei capi d’imputazione rivolti ad Anna,nulla è mai venuto a galla.
Anna Bolena fu vittima di una congiura di corte,una corte che non l’aveva mai amata,e che non la pianse,accogliendo come nuova regina la damigella Jane.
Che regnò meno di un anno,e morì dando alla luce l’unico figlio maschio che Enrico VIII avrebbe avuto,il futuro Edoardo VI
Che a sua volta regnò pochissimo e che venne fatto giustiziare quando aveva solo 16 anni.
