venerdì, 06 aprile 2007 - 08:30


Nel New Mexico,nella zona del Chaco canyon,un posto assolutamente fuori dalle rotte commerciali,una mattina del 1888 un cow boy, Alfred Witherhill,fece una strana scoperta.

Un pueblo,ovvero un piccolo villaggio scavato nella roccia,in perfetto stato di conservazione,ma abbandonato .

Un popolo dal nome dimenticato ricomparve così nella storia,un popolo che aveva per i pellerossa Navajo,loro discendenti,un nome preciso:Anasazi,ovvero gli antichi.

Gli Anasazi avevano eretto la loro costruzione,molto grande e assolutamente ben fatta in un’epoca compresa tra il 1000 e il 1150 DC,corredandola di 700 stanze distribuite su 4 piani,tutte monotonamente uguali,tanto da lasciare supporre che la costruzione avesse scopi preminentemente religiosi.

Una caratteristica peculiare della costruzione è la presenza di poco meno di 40 kiva,fosse profonde all’incirca 5 metri,utilizzate per i rituali magici e religiosi degli Anasazi.

Un numero decisamente molto elevato,che non ha riscontri in altri insediamenti di quella gente.

Utilizzati,probabilmente,per mettersi in contatto con le forze sotterranee che erano parte integrante della loro religione,fatta anche di conoscenza e rispetto di tutte le forze della natura.

Ma cosa rende differente questa cultura dalle altre primitive del nord America?

Due caratteristiche ben precise.

La prima riguarda il ritrovamento di feci contenenti resti di  materiale organico umano,e contemporaneamente,il ritrovamento di ossa umane prive del midollo.

Il che porta alla conclusione che gli Anasazi praticavano in maniera rituale il cannibalismo.

La seconda riguarda un mistero archeologico irrisolto:la loro scomparsa improvvisa.

Attorno al 1200,infatti,nell’arco di una o due notti,tutta la popolazione degli Anasazi scomparve nel nulla.

Per riapparire,e non sappiamo in quante unità,molti chilometri più a nord.

Il riaffiorare della loro civiltà,unita al mistero della loro scomparsa,scatenò la solita ridda di ipotesi,che andavano,e vanno,da quella fantasiosa di un rapimento in massa da parte di alieni a quella scientifica di una decisione rituale,legata all’interpretazione di segni ritenuti infausti.

Ipotesi probabilmente vicina al reale,visto lo stretto connubio che essi avevano con la natura,con la divinazione e con lo studio del cielo.

Difatti basta analizzare le tracce dei loro spostamenti per rendersi conto che i loro passi successivi furono fatti secondo una logica precisa:seguire il meridiano 108 al centimetro, per arrivare poi a fondare un altro insediamento ,Casas Grandes,nello stato di Chihuahua esattamente sul meridiano 108.

Non solo:altri insediamenti fatti dagli Anasazi,sono esattamente sulla stessa linea,il meridiano 108.

E’ questa loro conoscenza astronomica,la loro incrollabile fede nelle forze della natura,nell’armonia degli astri, la motivazione vera del repentino abbandono di un insediamento che era costato duro lavoro?

Al momento è l’unica ipotesi plausibile.

Assieme all’unica scoperta rilevante fatta sul loro conto,quella di praticare il cannibalismo.

Che ha sicuramente uno stretto legame con l’atmosfera magica,ma anche un po’ lugubre,che doveva respirarsi all’interno delle loro costruzioni.

E che evidentemente li costrinse ad abbandonare,in poche ore,un posto sicuro per un futuro incerto.

 


 

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (1) - commenti (1) (popup)

In ---> anasazi
Artemisia [Rapsodia Colors.net] - Distribuito da - Rapsodia Colors - Grafica di Stile