venerdì, 02 maggio 2008 - 10:51

Monumento a Selkirk,Lower Largo,Scozia

Alexander Selkirk,un nome che ai più non dice assolutamente nulla.

E’ il nome dell’uomo che ispirò uno dei più famosi romanzi d’avventura dell’ottocento,Robinson Crusoe,di Danie Defoe.

Una vita strana,quella di Selkirk.

Una vita da ragazzo prima,da giovane poi considerata da tutti scomoda e difficile.

Era una persona che risultava sgradevole,Alexander.


Era nato nel 1676 in Scozia,ed era figlio di un calzolaio;da ragazzo sentì il richiamo del mare e si imbarcò come corsaro agli ordini del capitano Tom Stradling,sul galeone Cinque Ports.

Nel 1704 il galeone era nelle acque dell’arcipelago delle isole Juan Fernandez e Alexander,che lavorava a bordo,si convinse che la nave avesse rossi problemi di navigazione.

Tentò quindi di convincere i suoi colleghi di equipaggio a sbarcare su di un’isola,ma riuscì solo ad infastidire il capitano,che decise di sbarcarlo su di un’isola dell’arcipelago,in attesa che una nave passasse e lo riportasse in patria.


L'isola di Selkirk

Così Alexander,munito soltanto di un moschetto,di un pò di polvere da sparo,di alcuni utensili da falegname e di una Bibbia venne lasciato al suo destino:sarebbe rimasto su quell’isola per 4 anni e 4 mesi.

Rimasto solo,Selkirk fece di necessità virtù,e si adattò alla vita su quell’isola sconosciuta.

Per un po’ di tempo non si avventurò nel suo interno,ma un giorno,spinto dalla fame e dalla presenza ingombrante di una colonia di leoni marini,decise di esplorare il centro dell’isola.

Fu la sua fortuna,perché sia la vegetazione che la fauna dell’isola erano davvero varie;trovo capre dalle quali poteva prendere latte e carne,e con le quali produsse del formaggio;trovò frutta in abbondanza,verdura.

Visse in quelle condizioni cacciando con il suo moschetto,costruendo,con gli arnesi che aveva,una comoda capanna.


Quando un giorno finì la polvere da sparo,si costruì arco e frecce e cacciò le sue prede come un nativo;quando i suoi vestiti si ridussero in brandelli,con le pelli degli animali uccisi riuscì a costruirsi il necessario per coprirsi.

La sua unica compagnia era la Bibbia,oltre a qualche gatto che aveva trovato nella giungla,e che gli permisero di eliminare le centinaia di topi che lo tormentavano la notte.

Nei quattro anni che Alexander restò sull’isola,scorse due volte delle navi,ma si guardò bene dal farsi vedere;erano navi spagnole e lui,corsaro,avrebbe avuto tutto da perdere nel farsi trovare.

La salvezza giunse esattamente 1600 giorni dopo;una nave comandata dal capitano Rogers,la Duke,si fermò sull’isola e recuperò il naufrago.

Il capitano Rogers scrisse in seguito,in un suo libro,un resoconto delle avventure di Alexander.

Il quale raccontò,a sua volta,le sue vicissitudini ad un giornalista,che le pubblicò sull’Englishment,facendo conoscere al grande pubblico l’avventura di Alexander.

Che morì nel 1721,a soli 45 anni,probabilmente per una febbre malarica;venne gettato in mare,come consuetudine per tutti coloro che morivano a bordo di una nave,al largo dell’Africa.

L’isola dove Selkirk aveva vissuto 4 anni,L’Isla mas a tierra,prese il nome di isola Robinson Cruoe;as Alexander venne invece intitolata l’ Isla Más Afuera

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