giovedì, 29 novembre 2007 - 09:40


Una vita incredibile ,rocambolesca,tante leggende sul suo nome.
A cominciare dalla nascita,avvenuta forse a Bristol,forse a Port Royale,e sempre con il condizionale,nell’anno di grazia 1680.
La cronaca della vita di Edward Teach,il pirata Barbanera,è stata una delle storie con i contorni così leggendari da rendere difficile una qualsiasi biografia sulla sua vita e sulle sue imprese.
Si sa pochissimo sulle sue prime imprese piratesche;si racconta che all’età di 26 anni si sia arruolato su una nave corsara giamaicana,e che abbia poi stretto alleanza con Benjamin Hornigold,un altro famoso corsaro,in combutta con il quale riuscì ad assaltare e depredare una ventina di navi francesi in pochi mesi.

Ben presto la sua fama iniziò a terrorizzare i comandanti dei vascelli che solcavano il mar dei Caraibi;e la fama di Barbanera aumentò quando attaccò anche dei porti importanti,come quelli di Charleston,o di città delle Bahamas e della costa della Carolina.
Una fama di pirata crudele e spietato;le voci che si raccontavano sul suo conto lo dipingevano come un uomo duro e inflessibile,che chiedeva,ai suoi uomini,una dedizione totale,imposta con una disciplina ferrea.

Pare che Teach usasse spesso la pistola a bordo,sparando alle gambe dei marinai che non obbedivano con prontezza ai suoi ordini;beveva rum mescolato a polvere da sparo,e durante gli abbordaggi si dice che bruciasse della polvere da sparo attorno ai capelli,per sembrare avvolto dal fumo.

Nel 1718 Woodes Rogers, Governatore di Nassau e delle Bahamas,per porre un freno alla dilagante attività dei pirati,propose un’amnistia incondizionata;Barbanera rifiutò,preferendo continuare nelle sue scorrerie sul mare.

Ma il pirata aveva i giorni contati: il governatore della Virginia Alexander Spotwood inviò il tenente di vascello Maynard,al comando della fregata Pearl in cerca di Teach,con l’ordine di prenderlo vivo o morto.
Nel novembre dello stesso anno,Maynard riuscì ad intercettare Barbanera mentre era alla fonda nella baia di Ocracoke;ne seguì una durissima battaglia,e i pirati vennero sconfitti.

L’ultimo ad arrendersi fu proprio Teach,che nonostante fosse stato ferito da un numero impressionante di pallottole,lottò sino allo stremo delle forze,cadendo solo perché crivellato di colpi.
Un marinaio della Pearl gli troncò di netto il capo,che venne issato,come ammonimento,sul pennone più alto della nave da guerra.

Moriva così,a soli 38 anni,uno dei pirati più spietati della storia,che nell’arco della sua breve vita era riuscito a catturare ben 140 tra navi e vascelli;la sua nave,la Queen Anne's Revenge,affondata al largo della Carolina del nord,verrà recuperata entro l’anno prossimo da una spedizione specializzata.

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martedì, 27 novembre 2007 - 17:51

Glastonbury




C’è una piccola località del Somerset,a 30 chilometri circa dalla città di Bristol,che da secoli attira gente e curiosi per le leggende che si narrano su di essa.

E’ Glastonbury, piccolissimo centro di 8000 anime,famosa principalmente per la sua torre,per l’abbazia e per essere associata ad antichi miti.
Il più importante dei quali coinvolge nientemeno che Gesù.

Narra la leggenda che Giuseppe D’Arimatea,colui che la tradizione dei Vangeli indica come l’uomo che fornì il sepolcro nel quale Gesù giacque per due giorni,visitasse la piana di Glastonbury proprio in compagnia del Messia.
E che sia tornato dopo la passione e la resurrezione,portando con se il calice in cui raccolse il sangue di Cristo,ferito dalla lancia di Longino,il Santo Graal.
Sempre la leggenda narra come Giuseppe D’Arimatea,appena sbarcato,piantasse nella terra il suo bastone,dalla quale sbocciò il biancospino.

Che fiorisce solo a Glastonbury,e che produce fiori due volte l’anno,in corrispondenza del Natale e della Pasqua.
Un’altra leggenda narra di come i monaci dell’abbazia abbiano ritrovato,all’inizio del 1190,le salme di Re Artù e di sua moglie,Ginevra.

Salme che andarono perdute durante le lotte religiose ai tempi della riforma.
Glastonbury diverrebbe quindi,di fatto,la mitica Avalon,l’ultimo riposo del grande re.
Ancora un’altra leggenda narra come sia stata fondata l’abbazia,per merito sempre di Giuseppe d’Arimatea che,in compagnia della Vergine Maria (di Maria di Magdala per altri),sia sbarcato dopo la morte del Messia in quelle terre.
In origine fondò una chiesa,che venne ampliata e diventò una vera e propria abbazia,quella che ancora oggi è possibile vedere.

Attenzione,però.
L’abbazia odierna è fondata,a sua volta,sulle rovine di quella fatta distruggere da Enrico VIII,il re della riforma anglicana,che non amava quel luogo di pellegrinaggio di fedeli cattolici.
Sempre la leggenda racconta come,durante dei lavori di ristrutturazione della basilica,venisse ritrovata una tomba,che recava questa scritta:” Hic iacet inclitus Rex Arturius in insula Avalonia”,posta su una croce di piombo.
La croce di piombo sparì misteriosamente,e di lei non venne mai ritrovata traccia.
Viceversa della tomba c’è ancora oggi lo scavo,che sopravvisse,questa si,alla furia iconoclasta di re Enrico VIII.

 

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lunedì, 26 novembre 2007 - 14:55


Nella foto:la misteriosa mappa di Piri Reis



Se è vero che gli ultimi trent'anni hanno segnato una brusca accelerazione nelle conoscenze del pianeta e dell'universo, grazie anche ai passi da gigante della tecnologia, unità alla volontà di afferrare quanto più possibile le conoscenze dei meccanismi che li governano, è anche vero che sono aumentate esponenzialmente risposte ma anche domande. E gli anni settanta rappresentano un valido banco di prova di teorie sui molteplici enigmi che fatalmente incrociano la storia dell'uomo moderno con quella dei suoi simili vissuti migliaia di anni fa. Sono gli anni in cui ci si pone con più attenzione domande sul nostro passato, e inevitabilmente per ogni risposta ci si accorge che esse non sono univoche, ma si prestano a ulteriori approfondimenti. Sono anche gli anni in cui ci si interroga sul perché di fatti che in passato non avevano trovato spiegazione, ed erano stati accantonati in attesa di qualcuno o qualcosa che facesse finalmente luce su di essi. Sono gli anni in cui c'è il massimo numero di avvistamento di Ufo,per esempio. Così come si iniziano a cercare soluzioni anche non convenzionali ad autentici misteri che avevano fatto arrovellare generazioni di studiosi impossibilitati a decifrarli,vuoi per mancanza di appositi sistemi di datazione, vuoi per scarsa conoscenza del background storico a cui si riallacciavano. 


Nelle foto:i Mohai dell'Isola di Pasqua e la Sfinge a Giza

Si inizia per esempio a guardare con nuovi occhi miti e leggende del passato, accantonate troppo in fretta proprio per l'incapacità di sfrondarle dall'alone di mistero sepolto dal tempo che le ricopriva. Atlantide non è più solo il racconto leggendario di Platone, bensì una civiltà che può essere esistita realmente anche se con condizioni storiche differenti dalla tradizione. Il triangolo delle Bermuda non è solamente un fatterello inventato a corollario di una teoria campata in aria: si cercano le prove dell'anomalia che provoca numerose sparizioni nell'area che ricopre 2500 kmq al largo degli Usa. Si indaga su mappe misteriose come quella di Piri Reis, l'ammiraglio turco (Reis è una parola turca che corrisponde esattamente al grado di ammiraglio), autore di una mappa del 1500 che riporta con precisione la cartografia del nord America,che Colombo non esplorò. Si sviluppa di conseguenza un interesse sempre più forte verso tutto ciò che storicamente non ha trovato e non trova soluzione.


Un formidabile input lo danno scrittori che potremmo definire non canonici: da Kolosimo a Von Daniken è un fiorire di teorie alternative alla storiografia ufficiale. Con esiti talora sconcertanti: nella foga di dimostrare la bontà delle proprie teorie, si finisce per piegare e deformare la realtà storica ed archeologica alle proprie argomentazioni, ottenendo l'effetto diametralmente opposto a quello prefissato. La scienza ufficiale bolla in toto come fandonie e parti di fantasia le loro opere, che pure qualche base di verità la hanno. Ma in generale quali sono i motivi di questo rinnovato interesse per le zone d'ombra del nostro passato? Una parte importante la gioca l'allargamento della cultura. Portando l' Italia come esempio, si pensi alla scolarizzazione di massa, che permette lo sviluppo e la crescita della cultura con conseguente aumento della necessità di conoscere e analizzare il proprio passato. E poi la curiosità e il fascino che l' ignoto esercitano sull' uomo. Infine un motivo venale, come la possibilità di riportare alla luce tesori favolosi, importanti anche solo per il loro valore materiale. Si pensi alla ricerca del tesoro perduto dei Templari, o l'affannosa ricerca dei favolosi tesori degli Inca, Maya ed Aztechi. C'è anche chi, come Hitler, persegue sogni di potenza legati ad arcane ed oscure leggende.


Atlantide e Mu

Valga come esempio la creazione di una task force comandata da Otto Rahn, incaricata di acquisire con ogni mezzo, per conto del Reich oggetti leggendari: il Santo Graal, l'Arca dell' Alleanza ed altri. La sera che Hitler arriva a Vienna,dopo l'Anschluss, la prima cosa che fa è impossessarsi della Helige lange, la leggendaria lancia di Longino, che trafisse il costato di Gesù sulla croce. A fine guerra Churchill ordinerà una vera e propria caccia su vasta scala per ritrovare il prezioso reperto, che verrà rinvenuto in una camera blindata, segno dell' importanza che il Fuhrer attribuiva ad essa. Emergono anche dalla polvere del passato figure ritenute leggendarie e che invece hanno alle spalle una storia reale, mentre molti misteri iniziano finalmente a trovare delle risposte. Alcuni diventano se possibile ancora più misteriosi . Perché la lingua Maya mostra parecchi tratti in comune con la lingua etrusca? Chi era il misterioso Kukulcan, l'uomo bianco dalla grande barba che insegnò ai popoli sudamericani la propria conoscenza? Chi e perché eresse i giganteschi Mohai dell'isola di Pasqua ? Dove andarono a finire gli abitanti di Rapa Nui ?


Nelle foto:Mohenjo Daro e Tenothiuacan

Quale civiltà misteriosa ha costruito Mohenjo Daro ? Quanti popoli prima di Colombo hanno visitato l'America ? Mistero chiama mistero. Tutti gli avvistamenti di Ufo sono ascrivibili solo a fantasia ? Se è così, perché in diversi dipinti del rinascimento sono raffigurati oggetti non identificati? Perché il papiro Tulli descrive analiticamente un episodio inquietante non spiegabile in termini razionali, ovvero la presenza oltre tremila anni fa di un oggetto metallico misterioso che emanava calore e cattivo odore in cielo ? Sembra un destino simile al supplizio di Tantalo. Appena giungi ad una risposta ecco la domanda successiva. Eppure forse in questo un comune denominatore c'è. Se si parte dal concetto generale che l'universo è così grande da risultare un enorme spreco di spazio, si può ragionevolmente concludere che è possibile che in qualche parte di esso siano fiorite civiltà aliene. E che queste civiltà, nei millenni passati, abbiano potuto avere una qualche forma di contatto con l'uomo, lasciando testimonianze che ancor oggi non riusciamo a decifrare compiutamente. I fautori della cosiddetta teoria extraterrestre ne sono certi. Commettono solo l'errore di voler ad ogni costo attribuire loro qualsiasi cosa senza spiegazione incontrino. Il che è voler semplicemente adattare la storia ad una teoria. Tutto acquisirebbe una logica ben diversa se solo si riuscisse a mettere dei punti fermi su alcuni enigmi della storia.
Perché si costruiscono le gigantesche piramidi di Giza ? E dove trovano le conoscenze e la necessaria tecnologia per erigerle? E poi il grande e irresoluto dilemma: cosa spinge i popoli sudamericani ad elevare a decine di migliaia di chilometri di distanza gli equivalenti delle piramidi egizie in zone dalle condizioni di vita proibitive? Nel momento in cui si riuscirà a trovare le risposte concrete a questi misteri, si potrà in un certo senso riscrivere la storia dell' uomo. E quando la si sarà riscritta probabilmente ci si accorgerà che comunque c'è molto ancora da scoprire. E' la nemesi dell' uomo. Conoscere,sempre e comunque.

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In ---> un pianeta misterioso
domenica, 25 novembre 2007 - 19:26


Ho bisogno di voi.
C'è qualcuno che è in grado di creare un template a sfondo storico?
Oppure siete in grado di darmi una dritta su un sito dove ne avete visto uno?
Chiunque sia in grado di fornirmi un template,o anche semplicemente un'indicazione su dove reperirlo,mi farà cosa davvero gradita.
Paul Templar

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In --->
sabato, 24 novembre 2007 - 16:36



C’è una branca della zoologia chiamata criptozoologia,dal suo ideatore, Bernard Heuvelmans,che intendeva creare una particolare branca che si occupasse di esseri al limite dell’incredibile,ovvero esseri viventi di cui non c’è documentazione visiva e fisica,ma che tuttavia,ne corso dei secoli,sono stati avvistati da molta gente,senza peraltro aver mai avuto contatti con essi.

Creature di cui c’è una vasta letteratura,fatta di avvistamenti,a volte anche ripresi in video o con foto,ma che non sono mai stati catturati e quindi analizzati.
Fra essi vanno citati il mostro di Loch Ness,ribattezzato Nessie,avvistato più volte nel lago omonimo,in Scozia,il cui primo contatto visivo risale nientemeno che al 690,quando San Brandano ne scrisse le gesta nel Vita Sancti Columbae,durante un suo viaggio in un villaggio sulle sponde del lago,e dove si trovò ad assistere al funerale di un pescatore dilaniato dal mostro,che il santo scacciò con le preghiere,lo stesso mostro avvistato più volte nel corso del secolo scorso.
O come il Mokele Mbembe,


un’altra creatura che vivrebbe nel ex Congo,a circa 800 km da Brazzaville,nelle paludi del Likouala,dove colui che ostacola il corso dei fiumi.vero significato del nome, vivrebbe indisturbato,avvistato per la prima volta da un europeo nel secolo scorso,quando un missionario,l’abate Proyar,ebbe occasione di vederlo;un mostro davvero particolare,un incrocio ametà strada tra un elefante,un ippopotamo e dalla testa di serpente.

Una descrizione che si addice ad un piccolo dinosauro,come testimoniato dai pigmei abitanti della zona,che descrivono le sue orme impresse da 4 dita.
Un altro esemplare di creatura appartenente al regno della criptozoologia è Bestia del Gévaudan,


di cui esistono prove documentate di attacchi contro la popolazione locale,nella zona meridionale della Francia,attacchi avvenuti tra il 1764 e 1767;furono diverse le persone attaccate da questo mostro,molto simile ad un lupo,tant’è che le autorità spedirono addirittura un contingente di truppe,dopo che caddero vittima della creatura una ventina di donne e bambini,che vennero tutte selvaggiamente sbranate.

Re Luigi XV mandò nella zona i suoi migliori cacciatori,che uccisero un centinaio di lupi,senza però arrestare la strage.
Nel  1767 un certo Jean Chastel,un cacciatore,uccise un gigantesco lupo,o almeno quello che sembrava esserlo,visto che non abbiamo alcuna documentazione;da quel momento gli attacchi cessarono.
L’animale,molto simile ad un canide,assaliva gli uomini probabilmente per penuria di cibo,e questo fu il verdetto ufficiale;le vittime dell’animale (o degli animali) furono probabilmente tra le 150 e 170 unità.
Non sapremo mai il numero preciso,vista la censura messa in atto dal re,timoroso delle ripercussioni sul morale della popolazione.
Forse era una famiglia di lupi,particolarmente aggressiva,divenuta incontrollabile per la fame; di certo era una creatura impressionante lunga quasi un metro e mezzo,dal peso stimato di 60 kg,con un cranio molto più sviluppato del normale.
Altro essere di cui si favoleggia è il lemisch,o tigre d’acqua,avvistato in Patagonia.

Lungo quasi tre metri,con denti da tigre,corpo lungo e basso,un giorno attaccò un villaggio,facendo strage di indigeni.
Nei grandi fiumi delle zone vicine,esiste una lontra lunga anche due metri, il cosiddetto Saro o Arirai,e il responsabile degli attacchi,il lemisch,potrebbe essere una variante un po’ più grande di questa lontra,capace di trascinare sott’acqua anche animali di grosso peso.
Animali quindi non mitici,ma di cui esiste una documentazione scritta.
Animali spesso di dimensioni molto più grandi del solito,che hanno terrorizzato le popolazioni con cui sono venuti a contatto.
I criptozoologi cercano,con i moderni ritrovati della scienza,tracce dell’esistenza di quelli che sono,con molta probabilità,residui dell’evoluzione animale,probabilmente ridotti a pochissimi esemplari.

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In ---> criptozoologia
venerdì, 23 novembre 2007 - 07:16
Edipo e la Sfinge
Giorgio De Chirico





Triste storia,quella di Edipo.
Nasce dalle nozze di Laio con Giocasta.
A Laio un oracolo predice che sarà ucciso da suo figlio.
Così Laio decide di sopprimere Edipo.
Ma l'uomo incaricato dell'infanticidio lo tiene con se,lo cresce e lo educa.
Un giorno Edipo uccide dopo una lite per motivi banali un passante.
La vittima altri non era che il padre,Laio.
Fra le gesta di Edipo c'è l'aver costretto al suicidio la Sfinge,della quale risolve il famoso enigma.
Libera così Tebe dalla sua minaccia e ne sposa la regina.
Senza sapere,però che si tratta di sua madre,Giocasta.
Appresa fortuitamente la natura della sua nascita,e quindi della natura incestuosa del suo matrimonio,
Edipo si acceca,e dopo aver vagato per molto tempo.,muore.
Anche Giocasta farà una brutta fine:si impiccherà per la vergogna.


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In ---> edipo
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