venerdì, 28 settembre 2007 - 15:58


Inizio dalla fine.

Grazie.
A tutti coloro che in questi primi sei mesi di blog hanno seguito con pazienza i miei scritti.
A tutti coloro che mi hanno manifestato affetto,cosa della quale sono sorpreso oltre misura.
Questo blog ha raggiunto le 30.000 visite,in concomitanza con la scadenza dei sei mesi.
Cos
ì come Jonathan,in tre,ha raggiunto le seimila visite.
Un risultato che va ben aldil
à di quelle che erano le mie aspettative.

Perché,diciamolo,hai voglia ad essere modesto.
I risultati contano.
Se avessi avuto dieci lettori,avrei chiuso baracca,raccolto i burattini e dedicato a qualcos
altro.
Viceversa,eccomi qui,a ringraziarvi.
Non cito nessuno dei miei amici,per non fare un torto a chi dimenticherei per la mia mancanza assoluta di memoria per il tempo breve.
Mi limito a dichiararvi il mio affetto,con la speranza che vogliate continuare a seguire il vecchio Paul nel suo errabondo viaggio nel passato.
Colgo l
occasione per lanciare unesca.
St
ò meditando,da tempo,sul come creare un blog tematico dedicato agli anni sessanta e settanta,forse anche agli ottanta.
Visti come un percorso musicale,cinematografico e televisivo.
Se c
’è qualcuno interessato alla cosa,mi contatti.
Se sar
à fattibile,lo faremo.
In due,in dieci o
………..

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In ---> hostaria 28 settembre
giovedì, 27 settembre 2007 - 08:59


Tiresia era un indovino di Tebe,la città dalle cento porte.
Un giorno ,mentre passeggiava su un monte,vide due serpenti avvinghiati che si accoppiavano.
Con una pietra uccise uno dei due,la femmina.
In quello stesso momento venne tramutato in una donna,avendo ucciso un essere sacro agli dei.

Divenne una famosa prostituta,e per sette anni esercitò la sua professione.
Alla scadenza del settimo anno si ritrovò ad uccidere un altro rettile,e per questo si ritramutò in uomo.
Incuriositi dalla sua vicenda,Era e Zeus lo convocarono e vollero conoscerlo.
Zeus,maliziosamente,volle sapere se nell’intimità avesse provato più piacere come uomo o come donna.
La risposta di Tiresia,che la donna era in grado di provare tre volte più piacere dell’uomo,fece adirare Era,che lo punì accecandolo.
Zeus lo compensò,invece,dandogli il dono della profezia.
Le sue capacità restarono intatte anche nell’aldilà,tant’ è vero che Ulisse,sceso nell’Ade per interrogare le ombre dei morti sul perché non riusciva a tornare a Itaca,lo incontrò,ricavandone l’indicazione sull’ostilità del dio Poseidone.


www.ilvolodijonathan.splinder.com

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In ---> tiresia
mercoledì, 26 settembre 2007 - 10:26


I romanzi di Robert Louis Stevenson si prestavano moltissimo a riduzioni televisive o cinematografiche,così,nel 1968,la Rai trasmette La freccia nera,libera riduzione,molto fedele al libro,dell’omonimo romanzo.
Anche in questo caso il successo dello sceneggiato fu straordinario.
La vicenda era intrigante:un romanzo che parlava di avventura,di cappa e spada,di fuorilegge buoni,di cattivi feudatari,di guerra,d’amor cortese,non poteva non incontrare un largo seguito.
A far parte del cast vennero chiamati nomi illustri,primo fra tutti Arnoldo Foa,già all’epoca attore teatrale di grande successo.
I due giovani protagonisti,rispettivamente Aldo Reggiani,nella parte di Dick Shelton,e Loretta Goggi,in quella di Joanna Sedley divennero immediatamente i beniamini del pubblico,con le loro facce giovani e pulite.
La Goggi non era una novità,per gli sceneggiati televisivi,come del resto Reggiani.
Avevano entrambi interpretato un altro telefilm di successo,David Copperfield,ed erano quindi una coppia collaudata.

La trama dello sceneggiato è intricata quanto basta.
Dick Shelton,un giovane orfano,è allevato da Sir Daniel Brackley e dal suo luogotenente Bennet Hatch.
Sir Daniel è un crudele e despota feudatario,ma Dick,che gli è devoto,non si accorge delle oscure trame che l’uomo tesse per rafforzare il suo potere.
Siamo in Inghilterra,alla vigilia della guerra delle due Rose,tra Lancaster e York.
Tra le due fazioni in lotta c’è anche chi decide di vivere ai margini della legalità:sono gli uomini della freccia nera,fuorilegge che non stanno con nessuna delle due parti in lotta,e che vivono nella foresta,depredando indifferentemente nobili di una fazione e dell’altra.
Sir Daniel ha messo gli occhi su Joanna per farne la sposa di Dick,in modo da estendere il suo dominio e il suo controllo sulle proprietà del padre della ragazza.
Che però riesce a fuggire dalle mani di Sir Daniel,finendo per incontrare proprio Dick,al quale non dice di essere una ragazza.
La storia si dipana,d’ora in poi,tra colpi di scena,epiche battaglie e storie di amicizia e rivalità
Anche La freccia nera mostra tutti pregi degli sceneggiati anni sessanta-settanta:trama complessa e ben sviluppata,recitazione ad hoc,attenzione ai particolari,lentezza di svolgimento sia a livello di dialoghi che di racconto.

Si privilegia l’atmosfera,in definitiva.
Lo sceneggiato,come già detto,incontrò il favore popolare.
In particolare,la colonna sonora divenne un autentico tormentone con quel “La freccia nera fischiando si scaglia nella cupa boscaglia..”ritmato e fischiato,nell’esecuzione di Sergio Leonardi.
L’anno scorso,in maniera improvvida,una rete privata ha mandato in onda un remake dello sceneggiato,dimostrando,in maniera lampante,come quasi 40 anni fa riuscissero a creare opere meritevoli con meno mezzi,ma con maggior capacità e con attori che si potevano davvero definire tali.

La freccia nera
Regia di Maiano Anton Giulio
con:Aldo Reggiani,Adalberto Maria Merli,Loretta Goggi,Arnoldo Foà,Glauco Onorato,Tino Bianchi
Anno:1968



Questo sceneggiato è disponibile in Dvd,distribuito dalla ElleuMultimedia,ed è visionabile sul sito di raiclick






 

 

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In ---> la freccia nera
martedì, 25 settembre 2007 - 09:21


Un altro sceneggiato cult degli anni settanta è A come Andromeda.
Rappresenta uno dei primi tentativi di portare in tv la fantascienza.
Ma non quella basata sugli effetti visivi,sul ritmo e su battaglie galattiche o omini verdi,bensì una fantascienza d’ambiente,tutta incentrata sulla psicologia,sul dettaglio dei personaggi e sulla trama.
Che è meno semplice di quello che sembra.
Uno scienziato dedito alla ricerca di intelligenze extraterrestri decodifica un segnale proveniente dalla nebulosa di Andromeda.


Nella foto:Nicoletta Rizzi

L’intelligenza aliena trasmette,attraverso un super calcolatore,dati importanti a livello scientifico,fino a quando non invia una mappatura completa dell’uomo,grazie anche alle istruzioni che,improvvisamente,le autorità hanno fatto pervenire alla misteriosa entità aliena.
E’ l’inizio di una vicenda che si dipana tra intrighi,colpi di scienza e spionaggio,con la creatura aliena,in tutto e per  tutto uguale agli uomini ,che si muove tra quegli umani che non capisce bene,nonostante i tentativi di integrarsi.


Nella foto:Paola Pitagora

Che,scopriremo,hanno un fine ben preciso…..
Girato con maestria da Cremaschi e Cottafavi,su un soggetto di Fred Hoyle e John Elliot,A come Andromeda divenne un successo clamoroso della Rai,con seguiti degni di un plebiscito.
L’ambientazione curata,la recitazione straordinaria di quel talento gigantesco che era Luigi Vannucchi,l’atmosfera di suspence continua che aleggiava sullo sceneggiato contribuirono in maniera determinante al suo successo.
Il cast,molto curato,comprendeva oltre a Vannucchi,nomi importanti come quelli di Paola Pitagora,di Tino Carraro,Giampiero Albertini.
Nei panni di Andromeda,dopo il rifiuto di Patty Pravo a proseguire le registrazioni della serie,venne chiamata Nicoletta Rizzi,che si dimostrò una perfetta sostituta,tanto da caratterizzare irrimediabilmente la sua carriera con il ruolo della bionda ed eterea Andromeda,essere alieno ma capace di provare,alla fine,tutti i sentimenti degli umani.
Da segnalare la colonna sonora,assolutamente in tema,con quel ritmo lento e sognante che la caratterizzava.


Nella foto,a destra:Luigi Vannucchi

Dello sceneggiato,restaurato,esiste un cofanetto di DVD edito dalla solita ElleuMultimedia
La trama completa,unita ad una recensione accurata,è disponibile sul sito Pagine70,ad opera di un estimatore degli sceneggiati d’epoca,l’amico Luca Venzano.

Un’altra recensione molto accurata,di un appassionato,un altro amico di nome Andrea,è reperibile all’indirizzo www.vicolostretto.net

 

 

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In ---> a come andromeda
domenica, 23 settembre 2007 - 09:03


Nel 1971 la Rai trasmette,in 5 puntate,un originale televisivo con la regia di Daniele D’Anza,Il segno del comando.
Quella che oggi chiameremmo fiction si trasforma,ben presto,in un autentico caso nazionale,fino a diventare un fenomeno di costume,oltre che uno dei programmi più visti di tutti i tempi.
La storia,che mescola suspence,giallo,thriller,parapsicologia e occultismo,assecondata da attori in stato di grazia,ha una trama molto complessa,assolutamente impossibile da raccontare in poche parole,tante sono,difatti,le storie che si intersecano,i misteri che avvolgono lo sceneggiato;la trama stessa,in alcuni punti,diventa di difficile comprensione,pur rispettando sempre una sua logica ferrea.

La storia del professor Foster,che arriva a Roma,chiamato dal pittore Tagliaferri ,per cercare un luogo descritto,in maniera misteriosa,dal grande poeta inglese Byron,l’incontro con la misteriosa e bellissima Lucia,la ricerca del misterioso Segno del comando,l’incontro con una setta esoterica,dedita a culti oscuri,coinvolsero lo spettatore a tal punto che in un Italia ancora rigorosamente in bianco e nero si assistette ad un fenomeno raramente replicato in seguito.

Intere famiglie,subito dopo Carosello,si sedevano davanti alla tv per seguire la trama complessa dello sceneggiato,lasciandosi affascinare dalla ricerca di Foster,attraverso una Roma assolutamente stregata,fatata.

Resa ancor più magica da una sapiente location,e dalla straordinaria prova di bravura dei protagoni
sti;Ugo Pagliai,perfetto phisique du role nei panni del professor Foster;una bellissima e eterea Carla Gravina,la Lucia misteriosa;Paola Tedesco,l’assistente italiana di Foster.

E poi Carlo Hintermann,Rossella Falk,Massimo Girotti,laura Belli,Franco Volpi……
Tutto il meglio della tv anni settanta,attori bravissimi anche a teatro,e a loro agio in ruoli studiati alla perfezione.
Lo sceneggiato divenne anche un libro,oggi quasi introvabile,pubblicato dalla Newton Compton,
e oggi è reperibile in un doppio DVD pubblicato dalla Elleu Multimedia,specializzata nella riproduzione di tutti gli sceneggiati più belli trasmessi nell’epoca d’oro della Tv.


Al segno del comando è anche dedicato un intero sito,realizzato dall’amico Raniero,vecchia conoscenza del sito tematico Pagine 70,ed è visitabile all’indirizzo:

www.teledico.com/sdc

Chiunque voglia rivedere questo sceneggiato,carico di pathos.oltre che di fascino,lo faccia preparandosi a godere di una visione oggi interdetta a storie televisive di ogni genere.
Il fascino di un passato in rigoroso bianco e nero,tra auto d’epoca e cimeli di un passato irrimediabilmente scomparso.

 

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In ---> il segno del comando
venerdì, 21 settembre 2007 - 07:14


Tantalo era un re ricchissimo,che regnava su vasti possedimenti,che andavano dalla piana di Troia all’isola di Lesbo,passando per la Lidia.
Unico mortale ad essere ammesso alla tavola degli dei,Tantalo era diventato immortale per aver ascoltato le loro conversazioni.
Decise di restituire il favore ricevuto,invitando gli dei ad un banchetto lussuosissimo;tutto quello che c’era di più esotico,di più raro,venne cucinato per l’occasione.

Con un gesto sacrilego,Tantalo arrivò a fare uccidere il proprio figlio Pelope,a farlo a pezzi e farlo bollire per offrirlo in pasto agli dei.
Il suo gesto venne interpretato non tanto come un mezzo per onorare e ingraziarsi gli dei,ma come un sistema per mettere alla prova le loro capacità di onniscienza;inoltre il gesto risultò ancora più sacrilego in virtù del fatto che gli dei avevano da tempo vietato ogni tipo di sacrificio umano.
Quando il corpo dello sventurato ragazzo venne servito,gli dei rifiutarono di cibarsene,con l’unica eccezione di Demetra che,ancora sconvolta dalla morte della figlia Persefone,addentò distrattamente una parte di bollito,corrispondente alla spalla del ragazzo.
Zeus ordinò a Hermes,seduta stante,di andare nell’Ade a prendere il corpo del ragazzo,che venne ricomposto nel calderone da Rea,e dal quale riemerse bello e fulgido,con una placca di avorio e oro al posto della spalla addentata da Demetra.

Zeus ordinò di punire con severità l’empio Tantalo,che venne relegato nel Tartaro.
Li,venne condannato a soffrire la fame e la sete:legato ad un albero dai frutti rigogliosi,immerso fino al collo in acque pure e cristalline.
Tantalo tentava di allungare le mani sui frutti,ma vedeva l’albero ritrarsi,tentava di allungare la bocca verso l’acqua,che però si ritraeva.
Come ulteriore punizione,un gigantesco masso venne posto poco più in alto,in bilico.
Il masso ondeggiava,dando l’impressione di cadere da un momento all’altro,lasciando lo sventurato re in una condizione di perenne paura.


Il mio blog personale:

ilvolodijonathan.splinder.com

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In ---> tantalo
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