venerdì, 29 giugno 2007 - 10:21


Elena di Troia,di Dante Gabriel Rossetti


Elena,come Clitennestra,era figlia di leda,la ragazza sedotta da Giove sotto forma di cigno,e di Tindaro.

Era una ragazza dalla bellezza straordinaria,ambita e concupita da tutti.

Il primo a rapirla fu Teseo,dopo di che il padre,Tindaro,per evitare che attorno alla straordinaria creatura si creassero conflitti e lotte,la concesse in sposa a Menelao,l’uomo che la stessa Elena scelse tra una miriade di pretendenti,mentre sua sorella Clitennestra sposò il fratello di menelao,Agamennone.

La sua bellezza fu causa della guerra tra greci e troiani,il giorno che Paride,figlio del re Priamo di Troia,la rapì portandola con se.

Alla morte di Paride sposò il fratello di quest’ultimo,Deifobo.

Secondo Omero,Elena dopo la conquista di Troia tornò a vivere con il marito,anche se malvista dai sudditi;secondo altri la donna sfuggì ad un tentativo di omicidio da parte di Oreste,figlio di Clitennestra.

Altri ancora raccontarono della sua fine miserabile,con la bellezza sfiorita e schivata da tutti.

Elena rappresenta,nella mitologia,la bellezza della donna,causa involontaria di tutti  mali.

Perché Elena non appare come una donna che sceglie il suo destino,ma come involontaria protagonista delle brame maschili.

 

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (11) - commenti (11) (popup)

In ---> elena di troia
giovedì, 28 giugno 2007 - 07:19


Una ragazzona tedesca bionda,carina e destinata ad un futuro da sartina.
Un destino al quale la ragazza non intende minimamente piegarsi.

Perché lei, Eva Braun,ha in mente ben altro per il suo futuro.
Eva nasce a Simbach il 6 febbraio 1912;è una ragazza allegra,socievole e che ama truccarsi e divertirsi, e che mal sopporta la disciplina imposta dai genitori.
Disciplina blanda,per altro,tant’è vero che quando cercheranno di iscriverla ad un istituto cattolico,la ragazza riuscirà ad imporre il suo volere,cercando un lavoro che possa renderla indipendente.

Lo trova il lavoro,e con esso trova il suo destino.
Si impiega presso un fotografo,
Heinrich Hoffmann,che lavora frequentemente per un piccolo partito politico,il Partito nazional socialista.

Piccolo,ma in fortissima ascesa.
A guidarlo c’è un ex caporale dell’esercito austriaco,Adolf Hitler,che inizia a frequentare la bottega di Hoffmann.
Tra i due nasce immediatamente una forte simpatia,e poco dopo diventano amanti.

Eva Braun non racconta della sua relazione con Hitler alla famiglia;sa che il padre non ama affatto i nazisti,che considera pericolosi estremisti,mentre sua sorella lavora in uno studio alle dipendenze di un ebreo.
Nonostante tutto la relazione tra i due va avanti fra alti e bassi,ma Eva è insoddisfatta,
Hitler inizia a trascurarla,troppo preso dalla politica.

La situazione degenera al punto che un giorno Eva,disperata,prende la pistola del padre e si spara;si salva per puro caso,perché il proiettile le trafigge il collo,e prima che muoia dissanguata,viene trovata dalla sorella.
Hitler è colpito dalla determinazione della ragazza,e rincomincia a dedicarle più attenzioni,fino a quando un giorno,messo alle strette,acconsente ad incontrare i genitori di Eva.

Ancora una volta è un idilio che dura poco;il fuhrer sta trasformando la Germania,lavora anche venti ore al giorno,e il tempo che dedica ad Eva è così esiguo che la ragazza,disperata,ritenta il suicidio,questa volta avvelenandosi con dei barbiturici.
Ancora una volta si salva in extremis,grazie alla sorella che la trova agonizzante.

Hitler a modo suo ama quella ragazza sentimentale e volubile,così decide di portarla con se;la fa circondare da personale di servizio,la inonda letteralmente di regali,di oggetti preziosi,ne fa la prima donna del Reich,pur non ostentandola pubblicamente.

E lei si trasforma in una donna sofisticata:ama vestire elegantemente,coprirsi di gioielli,cambiare pettinatura…..Diventa in breve tempo un’ombra elegante dietro le quinte, dietro il suo uomo perso in sogni di grandezza e di gloria.

Il fuhrer non si limita ad accontentare in  tutto e per tutto la sua amante,ma provvede anche al benessere dei genitori di Eva,delle sue sorelle;il signor Braun scriverà una lettera imbarazzata al fuhrer,che però non gli verrà mai consegnata.

La guerra è alle porte,e con essa va in frantumi il sogno di Eva di avere tutto per se quell’uomo che ha nelle sue mani il destino del mondo.
Il nido dell’aquila,il rifugio alsaziano di Hitler,diventa l’unico posto nel quale i due amanti possono ancora avere dell’intimità.
Qui,con l’unica compagnia di Wolf,il pastore tedesco di Hitler,i due si concedono qualche fugace pausa dagli affari di stato.

Ma nel 1942 la guerra cambia direzione,e quella che sembrava una sfolgorante vittoria del nazismo prende una piega inaspettata.
Eva sembra persa in un mondo irreale;si lamenta con gli amici per l’impossibilità di reperire i generi voluttuari,i profumi,i liquori costosi;sembra quasi che le mille nevrosi del fuhrer,il cui sistema nervoso,logorato da mille tensioni e dalla paranoia,sta crollando,si siano trasferite empaticamente a lei.

Però è una donna fedele,e rimane vicino ad Hitler quando inesorabilmente gli eventi precipitano.
Dapprima gli resta accanto,e lo rincuora,all’indomani dell’attentato in cui il fuhrer resta solo ferito;lo segue nel bunker,a Berlino,quando la situazione arriva al collasso,con le truppe russe a poche centinaia di metri dall’ultimo rifugio.

Il 29 aprile del 1945,Adolf Hitler decide di sposare l’unica persona che gli sia rimasta davvero fedele,quella Eva Braun forse vanesia,forse sciocca,ma che ha avuto il coraggio di condividerne la sorte.

Si sposano e durante la notte si uccidono.
Lei berrà del veleno,lui si sparerà un colpo in testa.
Dei due amanti non resterà alcuna traccia,perché subito dopo la morte,un ufficiale delle SS versa sui due corpi della benzina e li da alle fiamme.

Eva Braun aveva 33 anni.

 

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (12) - commenti (12) (popup)

In ---> eva braun
mercoledì, 27 giugno 2007 - 07:21


Un sogno di molte persone è quello di viaggiare attraverso il mare per anni.

Non possiamo sapere se il signor Charles Coughlan avesse o no la stessa aspirazione,ma certamente a lui capitò uno strano viaggio durato 9 anni,attraverso le coste americane,cullato dalle correnti atlantiche.
Un viaggio fatto da morto.
Nel 1899 Charles Coughlan,attore aggregato ad una compagnia di girovaghi,stava dando uno spettacolo a Galverston,importante centro della costa texana,quando si ammalò di febbre tropicale e morì.
Era un’epoca in cui le febbri decimavano la popolazione,e poiché non esistevano vaccini,spesso la malattia evolveva fatalmente.

L’uomo venne rinchiuso in una bara e sepolto nel locale cimitero della città.
Nel 1900 una terribile tempesta si abbattè sulla città.
Una muraglia d’acqua alta oltre sei metri si avventò versò l’interno,seminando morte e distruzione.

Quasi tutta la città,che in pratica sorgeva sui banchi di sabbia depositati dall’acqua,venne alluvionata.
Con essa,trovarono la morte migliaia di abitanti,travolti dalla furia delle acque e trascinati verso il mare aperto.

Tra di loro c’era il signor Coughlan,strappato al suo sonno eterno con tanto di bara dalle acque,che avevano invaso il cimitero della città.
La sua bara finì in mare aperto,dove iniziò il suo strano viaggio,costeggiando,cullata dalla calda corrente del golfo,
la Florida,e poi,attraverso l’oceano Atlantico,lungo le coste della Carolina,fino al New England.

Sul finire del 1908,una piccola imbarcazione che pescava al largo di Prince Edward Island si imbattè in uno strano oggetto galleggiante.
Incuriositi,i pescatori lanciarono una cima con un rampino,prima di rendersi conto del macabro ritrovamento;era la bara del signor Coughlan,che per quasi nove anni aveva girovagato per l’oceano,prima di essere avvistata dai marinai.

I quali poterono identificare la salma grazie ad una targhetta di ottone apposta sul coperchio del feretro che recava ancora,anche se sbiadito,il nome Coughlan.
Gli uomini decisero di imbarcare la bara,e la sbarcarono sull’isola.

La portarono alla chiesa del piccolo villaggio e la consegnarono al parroco.
Il quale,incuriosito dal nome,scoprì che Coughlan era stato battezzato proprio in quella chiesa subito dopo nato.

La bara venne sepolta nuovamente,nel punto esatto dove la breve avventura terrena del signor Coughlan era iniziata.
Aveva viaggiato per migliaia di miglia per trasportare il suo corpo dal posto dove era morto al posto della sua definitiva sepoltura.

Forse le coincidenze non esistono,ma quello del signor Coughlan fu un viaggio straordinario.
Che l’uomo non potè però gustare.


 

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (9) - commenti (9) (popup)

In ---> coughlan
martedì, 26 giugno 2007 - 07:49



Vi racconto una strana storia,avvenuta agli inizi del 1800.

Una storia un po’ macabra,ma dai contorni grotteschi,dallo svolgimento sorprendente e dalla conclusione assolutamente originale.
Questa storia inizia nella baia di Oistin,nell’isola caraibica di Barbados,e precisamente in una vecchia chiesa diroccata,adiacente alla quale c’è un vetusto cimitero,dentro il quale c’è una cripta,scavata nella roccia e destinata ad essere una sepoltura multipla per i colonizzatori,dell’isola,gli inglesi.
La tomba fu costruita nel 1724 dall’inglese Elliott,che nel maggio di quell’anno vi seppellì la moglie.
La tomba venne riaperta nel 1808,e con sorpresa si scoprì che dentro non c’era traccia di bare ne di nulla.

Fu così che venne data alla famiglia Goddard,che vi seppellì la signora Tomassina Goddard.
L’anno dopo la tomba venne riaperta per ricevere le spoglie mortali della piccola Mary Ann Chase,figlia di un onorevole inglese,venne rinchiusa e ancora riaperta per accogliere un  altro corpo,le spoglie di un’altra figlia di Chase,Dorcas.
La storia delle sepolture continua il 9 agosto 1812,quando muore l’onorevole Chase,e i famigliari rimasti si recano nel cimitero per il triste rito della sepoltura.
E qui i parenti dell’onorevole assistono ad una scena che ha dell’incredibile;i feretri delle due figlie di Chase che erano stati riposti uno accanto all’altro,in posizione orizzontale,giacciono ora in posizione verticale,addossati alla parete.
Non solo.
All’interno della tomba non c’era alcuna traccia di passaggio mano,la polvere che si era depositata per terra,nel corso degli anni,ricopriva per alcuni centimetri il pavimento.

Nessuno quindi poteva aver avuto accesso alla tomba.
Del resto,ipotizzare un macabro scherzo era quantomeno irreale,essendo la popolazione indigena particolarmente sensibile al culto dei morti.
Comunque le bare vennero riposte nella loro posizione originale,la tomba sigillata e dell’episodio non si parlò più.
Quattro anni dopo un nuovo rito funebre chiese la riapertura della tomba.
Era morto il piccolo Samuel Ames,e i parenti ripeterono il rito triste della sepoltura.
La tomba,ovviamente,era intatta e sigillata,nello stesso stato in cui era stata lasciata dai muratori quattro anni prima.
Uno spettacolo raccapricciante attendeva i poveri parenti;tutte le bare giacevano scoperchiate,e in particolare la bara della signora Goddard si era in pratica dissolta,il corpo giaceva per terra,mentre le altre bare erano di nuovo in posizione orizzontale.

Sfidando il terrore superstizioso che si imposessò di tutti,alcuni muratori rimisero pazientemente a posto tutto,risigillarono la tomba e andarono via.
L’eco dello strano fenomeno giunse ovviamente alle orecchie delle autorità,che indagarono senza ovviamente scoprire nulla.
Pensare ad uno scherzo elaborato in un arco di tempo di 4 anni era impensabile,così come le indagini sulla presenza di fenomeni sismici,di presenza di acqua che giustificassero gli eventi vennero esclusi.
Due mesi dopo la tomba venne riaperta,questa volta per deporre il corpo di un inglese Sam Brewster,morto tragicamente durante alcuni disordini di natura politica.
E ancora una volta gli spettatori assistettero all’incredibile fenomeno:tutte le bare erano nuovamente verticali,mentre quella della signora Goddard era intatta.

Ma,incredibilmente,le sue ossa giacevano fuori dalla loro sede;ancora una volta venne tutto rimesso a posto,solo che,questa volta,la notizia fece il giro dell’isola come un lampo.
Tutta la popolazione si interrogava sullo strano e incredibile fenomeno.
Era da escludere lo scherzo,così come era impossibile che un terremoto potesse ribaltare solo quella cripta,mettere in posizione orizzontale le bare con l’unica eccezione di quella della signora Goddard.
Ma allora chi,o cosa,provocava il fenomeno?

Le cronache dell’epoca sono piene degli articoli di giornalisti locali,ricchi delle più fantasiose teorie,nessuna delle quali però sembrava rispondere al quesito sul fenomeno della cripta.
Nel 1819 la morte della figlia di Clarke richiese la riapertura della tomba,e per l’ennesima volta si rinvenne la stessa confusione delle precedenti;ancora un volta solo la tomba della signora Goddard risultava al suo posto,mentre le altre giacevano sparse nel  disordine più completo.
A questo punto il governatore dell’isola decise di spargere sul pavimento polvere mista a borotalco,per escutere in maniera inequivocabile l’intervento umano.

E ancora una volta la tomba venne rinchiusa.
Questa volta venne cementata,e il governatore in persona vi applicò il suo sigillo.
Nel 1820 il governatore all’improvviso decise di ispezionare la tomba,stanco soprattutto del terrore superstizioso che ormai divorava l’isola.
Chiamò il cancelliere Sir Schomburg,e in compagnia di due notabili,fece riaprire la tomba.
Queste le parole del referto stilato dall’incredulo Schomburg:

Con sbalordimento di tutti i presenti,i feretri,in numero di sei,furono trovati disseminati in giro;uno dei più grossi era rovesciato di traverso al passaggio,in modo che se la porta non fosse stata aperta  verso l’esterno,non sarebbe stato possibile entrare,a meno di non spostare la lastra,con tutto il suo peso,verso l’alto.
I segni particolari lasciati la volta precedente erano intatti,e poiché era la quarta volta che avvenivano questi strani fatti,i parenti di tutti i sepolti decisero di toglierli dalla cripta,e li fecero seppellire in tombe scavate nel cimitero
.”
Nessuna spiegazione venne addotta al fenomeno.
L’unica certezza era che nessuno era entrato nella cripta,e che solo i membri estranei alla famiglia Goddard risultavano involontari protagonisti dello strano fenomeno.
Furono svolte indagini di tutti i generi,vennero chiamati specialisti in sismologia,si chiamarono anche rabdomanti per verificare la presenza di falde acquifere,si fecero addirittura trivellazioni.
Il risultato fu il più desolante nulla.
Non c’era niente che spiegasse naturalmente lo strano fenomeno.
La storia ebbe un epilogo ancor più imprevisto.
Nella cripta rimase solo la bara della prima destinataria,la signora Goddard.
Quando anni dopo venne riaperta,la tomba era in perfetto ordine.

Come se qualche forza misteriosa,paga del risultato ottenuto,avesse cessato di manifestarsi.
Una spiegazione illogica?
E’ quello che dissero tutti.
Dimenticando,però,di addurre una spiegazione logica.
E allora,valga quel che valga,l’ipotesi sopranaturale è valida come qualunque altra.

 

 

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (12) - commenti (12) (popup)

In ---> cripta barbados
lunedì, 25 giugno 2007 - 07:21


Una donna che con astuzia,seduzione e intelligenza riuscì a manovrare politici e re,papi e cardinali.
E’ la storia di Marozia,figlia di una nobildonna sorella di Adalberto di Toscana e di un gentiluomo di nobiltà tedesca.

Marozia nacque a Roma presumibilmente nel 892.

Sin da ragazzina mostrò immediatamente un carattere volitivo,a cui aggiungeva la consapevolezza di essere una gran bella ragazza;l’intelligenza la unì alle sue indubbie doti di avvenenza,e le sfruttò al meglio,tanto che a sedici anni era già l’amante di un papa,Sergio III,che tra l’altro era un suo primo cugino.
Una relazione scandalosa,ma non per quei tempi,in cui la chiesa versava in una crisi morale profonda;una crisi che coinvolgeva comunque tutte le sfere della società,priva di una guida morale autorevole.

Marozia era scaltra e ambiziosa.

A 28 anni,dopo 12 anni passati all’ombra del papa,restò incinta.
Con furbizia combinò,grazie all’aiuto del potente papa, un matrimonio di convenienza con Alberico I di Spoleto,che riconobbe il figlio nato dalla relazione adultera.

Nel 910,con l’aiuto di alcuni sicari,fece uccidere il papa,e iniziò la sua personale scalata alle vette della società.
Con Alberico,uomo ambizioso quanto lei,costituì una coppia affiatata e spietata.

Il passo successivo che fecero fu quello di entrare nell’entourage di papa Giovanni X.
Una mossa intelligente,visto che Alberico,messo a capo dell’esercito pontificio,sconfisse in battaglia i saraceni e divenne console.

La via per il successo sembrava spianata,quando all’improvviso,per cause incerte,Alberico morì.
Marozia reagì immediatamente,e in breve tempo combinò un altro matrimonio,naturalmente con un nobile,il marchese Guido di Toscana,fiero avversario del papa Giovanni.

La volitiva Marozia seguì il marito in una congiura antipapale,che si concluse con un assalto alla residenza del papa,che venne fatto prigioniero e morì poco dopo,pare strangolato da qualche sicario.
Da questo momento la via per la gloria è spalancata;Marozia riesce a pilotare le elezioni successive,quelle di Leone VI e Stefano VIII,prima di compiere il suo capolavoro,l’elezione al trono di Pietro di Giovanni XI,il figlio nato dalla relazione con Sergio III.

Con questa mossa Marozia raggiungeva il suo scopo,diventare la donna più potente d’Italia;e ancora una volta il caso (forse pilotato abilmente dalla diabolica donna) le venne incontro.
Poco dopo l’elezione di Giovanni XI moriva Guido,suo marito.

In breve tempo Marozia compì il suo capolavoro politico,sposando Ugo di Provenza,re d’Italia e fratello di Guido.
Una situazione paradossale,ai limiti dell’incesto,e assolutamente vietata dai codici civili e morali.

Naturalmente non poteva esserci un freno all’ambizione dei due amanti;a Ugo serviva la donna come trampolino di lancio per controllare il papato,a Marozia serviva il titolo di regina d’Italia.

Così scandalizzando tutti,Ugo giurò di non essere fratello di sangue di Guido,ma suo fratellastro,in quanto nato da una relazione adulterina del padre.
Tutto sembrava pronto,quindi,per la logica conclusione,l’incoronazione di Ugo a imperatore.

Ma i piani tanto accurati di Marozia erano destinati a essere cancellati proprio dalla persona alla quale meno pensava,suo figlio Alberico II,nato dal matrimonio con Alberico,fratellastro di papa Giovanni XI.

Alberico II,difatti,con quello che oggi definiremmo un golpe,spiazzò tutti facendo arrestare Ugo,deporre papa Giovanni e confinando la sua terribile madre in un convento,e restando in pratica dominatore incontrastato di Roma.

Marozia,chiusa in un convento,sorvegliata a vista,priva di appoggi esterni,visse da reclusa ben 22 anni.
Che saranno sembrati,alla grande tessitrice di inganni,un tormento ed un’eternità.
Si spense nel 955,a 63 anni

.

Era l’ombra della donna che aveva tramato e tessuto intrighi a corte e nell’entourage papale.
La sua vicenda ispirò la popolare leggenda della papessa Giovanna.

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (10) - commenti (10) (popup)

In ---> marozia
sabato, 23 giugno 2007 - 07:54


Arriva il momento di fermarsi.
Fermarsi a riflettere su come oggi si possa assistere alle peggiori nefandezze senza che ci sia da parte nostra il coraggio di dire un semplice No
Quella di oggi è una giornata triste.
La giornata in cui alcuni esseri abominevoli hanno deciso,unilateralmente,di eleggere una bella e soleggiata mattina d'estate a simbolo dell'abominio e dell'infamia:
la giornata dell'orgoglio pedofilo.

Presi dalla nostra vita frenetica,fatta di falsi miti,presi dalla smania di evasione dal reale,molti di noi hanno lasciato correre l'evento,con motivazioni differenti,che vanno dalla sufficienza ad un senso di irritazione per coloro che hanno proposto la condanna dell'avvenimento,come se accantonando il problema esso cessasse,magicamente,di esistere.
E' una decisione legittima.
Personalmente ritengo che anche un piccolo gesto possa avere una sua valenza.
E' come portare i fiori sul luogo di un attentato,di un incidente;dici ad alta voce che ci sei,che sei presente.
Così oggi e domani non aggiornerò il mio blog.
Lascerò solo alcune immagini a parlare.
Perchè bisogna dire No,anche nel nostro piccolo.
Vi auguro un buon week end.
Paul

Potete trovare questi adesivi ai seguenti indirizzi web:
Artemisia/Rapsodia rapsodiacolors.net/
voltirivolti.splinder.com/

Anche questo sticker è prelevabile da:
voltirivolti.splinder.com/

Postato da PaulTemplar - Permalink - commenti (7) - commenti (7) (popup)

In --->
Artemisia [Rapsodia Colors.net] - Distribuito da - Rapsodia Colors - Grafica di Stile